Ramayana 9: La Guerra dell’eroe e il suo ritorno

Il ritorno dell’eroe e la sua principessa

La costruzione del ponte

Rama, il nostro intrepido eroe, decise di costruire un ponte con l’aiuto dell’ingegnere Nala, del Popolo delle Scimmie. Immediatamente migliaia di scimmie cominciarono a raccogliere il materiale per costruire il ponte. Appena i materiali furono ordinatamente ammucchiati, Nala diede il via alla costruzione. 

Fu una stupenda ed ingegnosa impresa alla quale parteciparono tutti, lavorando duramente e completando il ponte in soli cinque giorni. L’esercito attraversò il ponte raggiungendo finalmente Lanka.

 

Ordine di attaccare

Arrivati a Lanka, Rama mandò Angada, come messaggero, da Ravana. Una volta alla presenza di Ravana, disse:” Agisci con onore.  Libera Sita e fai in modo che ritorni da Rama o avrai solo distruzione”. Ravana lo cacciò via furioso.

Appena Rama ricevette la risposta di Ravana cominciò i preparativi per la guerra. L’ordine dell’attacco fu dato la mattina dopo. Le Scimmie cominciarono a scagliare enormi pietre contro le mura della città. La battaglia durò molto tempo, con tantissimi morti da entrambe le parti, tanto che il suolo si riempì di sangue.

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Sugriva valoroso

Sugriva si dimostrò molto valoroso, durante la battaglia. Il Re delle scimmie decise di affrontare il fratello di Ravana da solo. Kumbhakarna, fratello di Ravana, afferrò Sugriva e lo trascinò via ma, grazie all’intervento di Lakshmana, riuscì a salvarsi. Sugriva in seguito, uccise Kumbha, Mahodara, Prahasta e Virupaksha.

 

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Indrajit l’invisibile e Garuda

Quando Ravana si rese conto che la sua armata stava perdendo, diede il comando a suo figlio Indrajit. Indrajit aveva il dono dell’invisibilità e cominciò a lanciare, con il suo arco, serpenti contro Rama e Lakshmana.

Le scimmie provarono ad aiutare i Principi, ma fu l’intervento di Garuda, Re degli uccelli e nemico dei serpenti che, con il suo intervento, salvò Rama e Lakshmana. Alla presenza di Garuda, tutti i serpenti strisciarono via liberando i Principi.

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Il ferimento di Laksmana e Ravana

Venuto a conoscenza dell’accaduto, Ravana stesso lanciò il suo potente missile, Shakti, contro Lakshmana. Il potentissimo missile colpì il Principe al petto con una forza indescrivibile lasciandolo a terra incosciente. Rama intervenne prontamente sfidando Ravana.

In seguito ad una feroce battaglia, il carro di Ravana fu distrutto ed il demone rimase ferito. Ravana rimase impotente di fronte a Rama che provò pietà per lui e disse, “ Vai e riposa. Ritorna domani e continueremo la battaglia”. Lakshmana fu immediatamente portato in salvo.

 

Il Sonno di Kumbhakarna

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Ravana, pieno di vergogna, fece chiamare il fratello Kumbhakarna in suo aiuto. Ravana ordinò di svegliare il fratello, che era solito dormire per sei mesi, facendo suonare tamburi e strumenti molto rumorosi e facendo camminare su di lui diversi elefanti.

Una volta sveglio, Ravana informò il fratello della guerra che si stava svolgendo. Kumbhakarna era grosso e forte e si preparò alla guerra mangiando una montagna di cibo.

 

Rama uccide Kumbhakarna

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Quando le Scimmie lo videro, alto come una torre, andarono totalmente in panico. Hanuman, accortosi della gran paura delle scimmie le fece ritirare affrontando da solo Kumbhakarna. La battaglia tra i due fu cruenta ed Hanuman rimase ferito. 

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Kumbhakarna ignorò l’attacco di Lakshmana in difesa di Hanuman ed affrontò direttamente Rama. Il Principe stava per trovarsi in difficoltà, quando decise di usare la potente arma donatagli dal Dio del Vento, Pavana, ed uccise Kumbhakarna.

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La freccia di Indrajit

Quando Ravana seppe della morte del fratello, svenne. Al suo risveglio fece chiamare il figlio Indrajit che gli promise di sconfiggere velocemente i nemici. Indrajeet scese sul campo di battaglia, nascosto tra le nuvole, era invisibile a Rama.

I Principi, non riuscendo a vederlo,  erano totalmente impotenti. Le frecce lanciate dall’arco di Indrajit venivano da tutte le direzioni, finché una freccia colpì Lakshmana.

 

Hanuman salva Lakshmana

Tutti spaventati che Lakshmana potesse morire, chiamarono subito Sushena, il medico dei Vanara. Fortunatamente il Principe era solo piombato in un coma profondo.

Suchema chiese ad Hanuman di andare subito sulla montagna chiamata Gandhamadhana, vicino all’Himalaya, a cercare  una pianta speciale chiamata Sanjibani. La medicina avrebbe rianimato Lakshmana.

Hanuman volò fino in Himalaya arrivando a Gandhamadhana. Il Vanara dovette esplorare tutta la collina prima di trovare l’erba speciale. Una volta trovata, la portò subito a Lanka. Sushema la somministrò a Lakshmana guarendolo all’istante. La battaglia poteva continuare.

 

L’inganno

Indrajiit pensò di usare la sua magia per ingannare i suoi nemici, creando l’immagine di Sita di fronte al suo carro da guerra. Quando Rama vide l’immagine di Sita, di fronte all’esercito nemico, ebbe un collasso.

Rama fu immediatamente soccorso da Vibhishana che lo rassicurò spiegandogli della magia di Indrajit e Ravana non avrebbe mai permesso che Sita fosse uccisa.

 

La morte di Indrajit

Il fratello di Ravana, spiegò che Indrajit stava facendo una cerimonia che lo avrebbe nuovamente reso invisibile. Bisognava interrompere la cerimonia prima possibile. Rama, comprendendo la pericolosità della cerimonia, si affrettò a mandare Lakshmana e Hanuman insieme a Vibhishana.

I tre riuscirono a raggiungere il luogo dove la cerimonia si stava svolgendo. Lakshmana attaccò ferocemente Indrajiit riuscendo a decapitarlo.

 

La furia di Ravana

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Alla notizia della morte del figlio, Ravana cadde nella disperazione. La sua disperazione si trasformò in rabbia feroce verso Rama ed il suo esercito e decise di affrontare personalmente i due Principi.

Lakshmana cominciò a tirare le frecce dal suo arco, ma tutte venivano fermate dalle armi di Ravana. Quando intervenne Rama, il Demone mostrò le sue dieci teste che ricrescevano ogni volta che venivano decapitate dalle potenti frecce di Rama.

La morte di Ravana

Il valoroso Principe afferrò la freccia infuocata, che era stata donata da Brahma ad Agastya e da lui data a Rama. La freccia sembrava un serpente sibilante essendo stata fatta per Indra. Rama recitò la formula sacra  secondo le Scritture, dotato di una forza straordinaria, capace di rimuovere la paura e togliere la gloria ai nemici. Mentre Rama incoccava la freccia, la terra cominciò a tremare, Rama si concentrò e scagliò quella potente freccia verso Ravana.

La morte di Ravana - LaDibi Online Academy

Quella freccia era inviolabile come un fulmine lanciato dalle braccia di Indra ed irresistibile come Yama il Signore della Morte. La freccia, ad una velocità spaventosa, raggiunse il cuore di Ravana. Il Re dei Demoni cadde colpito a morte, dal suo carro.

La fine della guerra

L’esercito di Demoni, stordito dalla sua morte, rimase in totale silenzio. Non potevano credere ad una fine così improvvisa e definitiva del loro Re. I sudditi di Lanka accettarono Vibhishana come il loro nuovo Re.

 

Il ritorno di Sita

La notizia della vittoria di Rama fu riportata a Sita. La Principessa era felice di rivedere il suo sposo. Quando la Principessa arrivò, sia Hanuman che i Vanara la accolsero con il massimo rispetto, mentre Rama assunse un comportamento distaccato, come fosse preso dai suoi pensieri. 

Finalmente Rama si rivolse a Sita:” Sono felice di averti salvata da Ravana, ma hai vissuto un anno sotto il suo tetto. Non credo sia appropriato che ti riprenda con me”.

Sita non riusciva a credere a quello che aveva appena detto Rama, le lacrime cominciarono a scenderle sul suo bellissimo viso, “ Qual è la mia colpa? Il Demone mi ha rapita contro la mia volontà. Gli ho sempre resistito, perché il mio cuore e la mia mente sono sempre appartenuti solo al mio sposo, Rama.”

Non ottenendo risposta, Sita decise di sottoporsi alla prova del fuoco. La Principessa implorò Lakshmana di preparare una grande pira.

Lakshmana volse lo sguardo verso il fratello maggiore nella speranza di un suo ripensamento, ma Rama non mostrò la minima emozione, né si oppose.

Il fuoco venne acceso. Sita si incamminò verso il fuoco fiammeggiante, passando in modo reverente vicino a Rama. La Principessa unì i palmi delle mani e si rivolse ad Agni, il Dio del fuoco. ” Se sono pura, o fuoco, proteggimi.” Appena pronunciate queste parole, sotto gli occhi terrorizzati dei presenti, si gettò nel fuoco.

Sita tra le fiamme - LaDibi Online Academy

 

In quel momento terribile comparse il Dio Agni che prese Sita e la portò incolume a Rama. Il Dio prese la parola, ” Rama! Sita è immacolata e dal cuore puro. Portala ad Ayodhya, il tuo popolo ti sta aspettando.”

A quel punto Rama la accolse delicatamente, “ Credi che non sapessi che era pura? L’ho dovuta mettere alla prova per il suo bene, affinché la sua purezza fosse chiara a tutti ed al Mondo intero.”

 

Il ritorno ad Ayodhya

il ritorno di Rama e Sita - LaDibi Online Academy

Rama e Sita erano finalmente riuniti, salirono sul carro volante, Pushpaka Vimana, con Lakshmana e si avviarono verso Ayodhya.

Hanuman partì per primo ad avvisare per impedire a Bharata di togliersi la vita. Il fratello, invece di sacrificare la sua vita per incoronare Rama, organizzò una festa grandiosa per il ritorno di Rama. Bharata restituì i sandali di Rama, che aveva conservato sul trono. Rama fu incoronato Re e regnò come il più grande Re di tutti i tempi.

 

… E vissero tutti felici e contenti! Comprese noi che abbiamo ora una nuova, fantastica e avvincente opera a cui ispirarci!

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